2° 7 punti per l'Europa - [abolizione del Fiscal Compact]

Le proposte per l' Europa

2° 7 punti per l'Europa - [abolizione del Fiscal Compact]

Messaggioda Piero » gennaio 7th, 2014, 1:58 pm

Il secondo punto del programma europeo del Movimento Cinque Stelle prevede l'abolizione del Fiscal Compact.

Il Patto di bilancio europeo o Trattato sulla stabilità conosciuto come Fiscal compact è un accordo approvato con un trattato internazionale il 2 marzo 2012 da 25 dei 27 stati membri dell'Unione europea (ad eccezione del Regno Unito e della Repubblica Ceca) , entrato in vigore il 1º gennaio 2013.
L'accordo prevede per i paesi contraenti, secondo i parametri di Maastricht fissati dal Trattato CE, l'inserimento, in ciascun ordinamento statale (con norme di rango costituzionale, o comunque nella legislazione nazionale ordinaria)
12/07/2012 Approvata dal Senato della Repubblica 216 sì, 21 astenuti e 24 no
14/9/2012 19/07/2012 Approvata dalla Camera dei deputati 368 sì, 65 astenuti e 65 no
23/07/2012 Promulgata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

I principali punti contenuti nei 16 articoli del trattato sono:
l’impegno ad avere un deficit pubblico strutturale che non deve superare lo 0,5% del PIL e, per i paesi il cui debito pubblico è inferiore al 60% del PIL, l’1%;
l’obbligo per i Paesi con un debito pubblico superiore al 60% del PIL, di rientrare entro tale soglia nel giro di 20 anni, ad un ritmo pari ad un ventesimo dell’eccedenza in ciascuna annualità;
l’obbligo per ogni stato di garantire correzioni automatiche con scadenze determinate quando non sia in grado di raggiungere altrimenti gli obiettivi di bilancio concordati;
l’impegno a inserire le nuove regole in norme di tipo costituzionale o comunque nella legislazione nazionale, che verrà verificato dalla Corte europea di giustizia;
l’obbligo di mantenere il deficit pubblico sempre al di sotto del 3% del PIL, come previsto dal Patto di stabilità e crescita; in caso contrario scatteranno sanzioni semi-automatiche;
l’impegno a tenere almeno due vertici all’anno dei 17 leader dei paesi che adottano l’euro

Buona evidenza dell'entità del fiscal compact è data dalla foto (tratta da un articolo Messora) dove gli spropositati costi della politica italiana quasi spariscono nel confronto.

Immagine

"In realtà, la regola dell’equilibrio di bilancio ignora completamente i suoi effetti sull’attività economica, effetti che possono portare a conseguenze assurde. Supponiamo per esempio un paese con un Pil pari a 100, un debito pari al 100% del Pil, un tasso di crescita del 4% e un deficit uguale al 4% del Pil. In queste condizioni il rapporto del debito rimane stabile al 100%. Ma se il paese viene obbligato, al fine di rispettare la regola della riduzione del suo rapporto di debito, a ridurre del 2% la spesa pubblica, l’attività si riduce a 98, le entrate fiscali si riducono di 1. Di conseguenza il deficit e così il debito si riducono di 1%. Il Pil sarà pari a 98 e il debito a 100; il rapporto del debito, invece di diminuire, è aumentato a 101%.
L’attuazione delle politiche di austerità, piuttosto che ridurre il rapporto debito/Pil, ne ha determinato l’aumento! Gli esempi attuali della Grecia e della Spagna mostrano bene ciò che noi stiamo provando a evidenziare. L’adozione di politiche di austerità non ha contribuito a ridurre il tasso di indebitamento pubblico, ma lo ha aumentato
. (B. Coriat, T. Coutrot, D. Lang e H. Sterdyniak) "

nel file in allegato l'intero patto di stabilità con una parte di analisi fatta nel libro "“Cosa salverà l'Europa. Critiche e proposte per un'economia diversa” a cura di B. Coriat, T. Coutrot, D. Lang e H. Sterdyniak,
Allegati
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